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Semenya, tre ipotesi dalla genetica. L'italiano Schwazer la difende
 
Notizia pubblicata in data 24/08/2009
 
Alterazione congenita del gene che regola lo sviluppo muscolare, modificazione artificiale dello stesso gene, uso di testosterone: sono le ipotesi che potrebbero spiegare la muscolatura mascolina dell'atleta sudafricana Caster Semenya, 18 anni, discusso oro negli 800 donne ai Mondiali di atletica di Berlino. la Federazione internazionale (Iaaf) ha chiesto alla Federazione sudafricana di fornire informazioni sull'atleta, volto mascolino e voce baritonale, sospettata - anche da alcune colleghe - di essere meno femminile di quanto ci si potrebbe aspettare. I test della Iaaf potrebbero dare il risultato entro un mese.

Test che, riporta l'Ansa, riguarderanno diversi aspetti fondamentali. Profilo ormonale: permette di analizzare tutti gli ormoni presenti nell'organismo e di valutare se i loro livelli rientrino nella scala dei valori della normalità relativi all'organismo maschile e femminile, spiega Roberta Pacifici, membro della Commissione per la vigilanza e il controllo sul doping del ministero del Welfare. «Uomini e donne hanno gli stessi ormoni, ma in quantità diverse», precisa l'esperta.

Il testosterone: è l'ormone tipicamente maschile, ma è presente anche nella donna, naturalmente in concentrazioni diverse. È una delle sostanze naturali più utilizzate nel doping, insieme a fattore di crescita dei muscoli (Igf1), miostatina (la proteina che regola lo sviluppo muscolare), eritropoietina o Epo. Il testosterone può essere assunto per mezzo di creme, iniezioni endovena o più spesso iniezioni intramuscolari. «Non è facile da scoprire quando i livelli tornano normali in quanto è una sostanza naturalmente presente nell'organismo», osserva Giuseppe Novelli, genetista dell'università di Roma Tor Vergata e incaricato da ministero del Welfare e Coni di studiare nuovi metodi antidoping. «Stiamo studiando - spiega - nuovi marcatori che si alterano quando la produzione di testosterone è eccessiva».

La miostatina: è la proteina che frena la crescita muscolare e quando viene bloccata i muscoli si sviluppano molto più del normale. L'alterazione di questa proteina può essere verificata con un test genetico. «Alcune persone, rarissime, nascono con una mutazione del gene che regola la miostatina», prosegue Novelli. Se questo fosse il caso di Semenya non ci sarebbero dubbi sul fatto che sia una donna con un'alterazione genetica.

Il doping genetico: difficile stabilire se sia già una realtà perché, secondo Novelli, «non esistono ancora metodi abbastanza efficienti da rivelarlo». Da escludere, comunque, che un doping di questo tipo si possa praticare nel laboratorio del sottoscala; esso inoltre esporrebbe gli atleti ad altissimi rischi di contrarre tumori.

Il profilo genetico: è la risorsa estrema dell'antidoping, osserva Roberta Pacifici. Il primo passo per stabilire il sesso è la ricerca del cromosoma maschile Y o del doppio cromosoma X, tipico delle donne. «Al profilo del Dna - spiega l'esperta - si ricorre anche quando i livelli ormonali sono alterati, per capire se le alterazioni possano dipendere da cause fisiopatologiche». Infatti, conclude, «sulla base del profilo ormonale è difficile stabilire se un atleta ha utilizzato sostanze a scopo di doping o se ha patologie che giustificano il ricorso a sostanze che possono alterare i livelli ormonali».

La reazione della famiglia: lasciatela in pace. «Spero che lascino mia figlia in pace. È la mia bambina». L'atletica mondiale dubita che Caster Semenya, oro negli 800 metri femminili a Berlino, sia una donna. L'atleta del Sudafrica, intanto, può contare sul sostegno della sua famiglia. «L'ho cresciuta e non ho mai avuto alcun dubbio sul suo sesso. È una donna, posso ripeterlo un milione di volte», ha detto al quotidiano The Sowetan Jacob Semenya, padre della teenager che ieri ha demolito la concorrenza nella finale iridata. Intanto la stampa sudafricana si gode il trionfo e mette il silenziatore alle perplessità di addetti ai lavori e appassionati. Per tutti i principali quotidiani del paese, Semenya fa rima con "Golden Girl", ragazza d'oro. Il direttore del comitato olimpico sudafricano, Gideon Sam, ha difeso ancora oggi Caster: «La sua vittoria è tanto più importante perchè ha dovuto subire i sospetti dei mass media sul suo sesso. È un'atleta di valore».

L'italiano Alex Schwazer: portiamole più rispetto. Una lancia a favore della sudafricana la spezza anche il campione olimpico dei 50 chilometri di marcia, l'altoatesino Alex Schwazer, che domani tenterà di ripetere a livello mondiale l'oro conquistato a Pechino. «Mettetevi nei panni di questa ragazza, che si è allenata tantissimo e non si è fatta prendere dal panico per il Mondiale, dominando la sua gara. Poi le hanno detto che era un uomo: come vi sentireste? Bisogna portarle più rispetto di quanto è accaduto finora». (Al.An.)

 
 
Note:
 
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Sport/2009/08/semenya_genetica_schwazer.shtml?uuid=ee04a86e-8d97-11de-8b52-a5cd18463745&DocRulesView=Libero
 
 
 
 
 
 
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